Günther BEHNISCH, Akademie der Künste, Berlin-Mitte, 2000-2005
L’Akademie der Künste, fondata alla fine del Seicento e diventata a partire dal Settecento lo strumento
centrale della politica culturale prussiana, si era installata su Pariser Platz all’inizio del Novecento.
Negli anni Venti, sotto la guida del suo presidente Max Liebermann, ebbe un ruolo centrale nella vita
culturale del Paese. Durante il periodo nazista, e dopo l’allontanamento degli artisti, l’edificio diventò
l’ufficio di Speer, braccio destro di Hitler. La parte del palazzo rimasta in piedi dopo i bombardamenti del
1945 fu trasformata dalle autorità della DDR, nel 1961, nella caserma per i militari incaricati di
sorvegliare il Muro. Dopo la riunificazione, nel 1993 fu bandito un concorso fra i membri dell’Accademia
per la ricostruzione dell’edificio, vinto da Behnisch. Nonostante il prospetto riprenda l'allineamento e
le proporzioni dell'edificio storico precedente, la nuova costruzione è caratterizzata da una facciata in
vetro che conferisce alla piazza storica di Pariser Platz un tono avveniristico. L’architetto, per far
accettare al Senato di Berlino la sua scelta di una facciata di vetro, aperta su una piazza concepita come
agorà della nuova capitale, ricorse al sostegno dell’opinione pubblica internazionale, contraria alla linea
storicizzante promossa dai responsabili politici per il nuovo centro urbano. Secondo le critiche mosse,
questa facciata rompe decisamente con le facciate tipiche della Berlino "di pietra". La sua trasparenza
permette la visione della luminosa e aerea hall, che a sua volta si apre sulla caffetteria, la biblioteca e
la libreria grazie ad una rete di passerelle e scale di vetro, variamente inclinate tra loro, che conferiscono
all’interno una struttura che ricorda quella di un vascello. Ciò che rimane delle parti posteriori
dell'edificio storico preesistente, soprattutto su Behrensstrasse, è stato integrato nella nuova costruzione.
Con la sua ultimazione, è stata quasi completamente rinnovata la storica piazza su Brandeburger Tor.