Ieoh Ming PEI, Deutsches Historisches Museum, Berlin-Mitte, 1998-2003
L’edificio è posto all’interno di una maglia edilizia storica formata dallo Zeughaus, dall’Altes Museum,
dalla Neue Wache e dai complessi museali della Museuminsel. Il nuovo edificio costituisce l’ampliamento
posteriore dello storico palazzo barocco dello Zeughaus, sede del Deutsches Historisches Museum. La forma
trapezoidale del lotto, il poco spazio e la poca luce a disposizione ha costretto la realizzazione di quattro
piani sovrapposti. Come in altri musei realizzati da Pei, anche questo si caratterizza per la sua volumetria
precisa e tagliente, con grandi superfici vetrate. Ha utilizzato la pietra e il vetro; la pietra si rifà al
materiale impiegato dai prestigiosi edifici limitrofi; il vetro compone grandi volumi cristallini, lascia
passare la luce naturale e afferma la volontà che l'interno sia un luogo pubblico. Circa la metà della
superficie utilizzata è occupata dalla hall, uno sfondato verticale che fa assomigliare il museo a una torre
trasparente. La matrice di questa grande hall è un triangolo articolato e scavato fino a divenire uno spazio
complesso, che l’autore definisce "teatro urbano", in quanto da qui si può guardare ed essere visti. Due sono
i materiali della hall: il vetro che riempie lo spazio di luce naturale, e la pietra (granito sui pavimenti,
calcare sulle pareti, calcestruzzo per i solai: tutto della stessa tonalità). Dall’esterno è visibile la
scalinata elicoidale che porta verso i piani superiori, l’elemento visivo più caratterizzante dell’opera.
L’autore ha inteso in questo modo "aprire" l'edificio e dare importanza al movimento, per indurre la gente
a salire. Questo elemento contrasta fortemente con ciò che sta intorno, dominato da orditure orizzontali. I
quattro livelli su cui si sviluppa la parte espositiva hanno ciascuno una sagoma volumetrica aperta e diversa,
così che il visitatore non abbia mai la sensazione di trovarsi due volte nello stesso punto.