Frank Owen GEHRY, DG-Bank, Berlin-Mitte, 1997-2001
È la sede della Deutsche Genossenschaft Bank, realizzata nei pressi della storica Brandeburger Tor. Si tratta
di un edificio a funzioni miste comprendente la nuova sede della DG Bank, un casinò e un gruppo di 39
appartamenti. Occupa uno stretto lotto rettangolare tra l’Akademie der Künste e l’Ambasciata degli USA. Su
Pariser Platz si affaccia l’ingresso principale. Secondo le rigide normative edilizie berlinesi, si doveva
erigere una struttura in stile classico ottocentesco, in linea con la tradizione architettonica della piazza.
Seguendo questi vincoli Gehry ha realizzato una austera struttura a cinque piani scandita dalla
giustapposizione di forti setti murari ricoperti da lastre in arenaria e grandi finestre rettangolari con
balconate in vetro. L’ultimo piano presenta un adattamento del tipico motivo berlinese del piano sottotetto
arretrato. Superata la facciata si entra in una corte di 61x20 mt delimitata da pareti di sette piani formate
da una severa struttura architravata. L’atrio è però un’esplosione di volumi trasparenti che occupano tutto
lo spazio. Qui sono presenti materiali leggeri, lucenti e traslucidi. È delimitata da due coperture curvate in
vetro, l'Atrium Skylight di 1850 mq e il Glass Floor di 1120 mq. L'Atrium Skylight è costituito da un guscio
modellato che, partendo da una leggera curvatura iniziale, si rastrema rigonfiandosi e mutando continuamente
di sezione, fino a concludersi con una superficie di forma ellittica. Visto esternamente, questo spettacolare
guscio è modellato fino ad evocare il dorso di un enorme "pesce di cristallo". Il Glass Floor, posto
all'altezza del pavimento di entrata della banca, divide quest'ultima dallo spazio dei locali interrati,
consentendone la vista dall'alto. Si tratta di un pavimento che si rigonfia come una calotta di ghiaccio
sospesa nello spazio. Una terza superficie vetrata si trova nello spazio alto e stretto che separa la banca
dagli appartamenti; è concepita come una sorta di gigantesca lente convessa che fronteggia un muro concavo di
cemento per l'altezza di dieci piani e che riceve luce dal tetto attraverso un ampio lucernario a forma di
mandorla. Il centro del cortile è occupato dalla sala per riunioni e videoconferenze, racchiusa da una
struttura in acciaio dalla forma surreale, vagamente riconducibile a un teschio di cavallo asimmetrico.
Questo inquietante "bucranio" sembra galleggiare sulla superficie gonfia del pavimento. Ne risulta una
composizione onirica, fatta di superfici galleggianti, materiali pesanti e opachi e materiali leggeri e
trasparenti, dilatazioni e compressioni. Sul retro si affacciano dieci piani di appartamenti, di cui gli
ultimi tre arretrati. Se lo si guarda frontalmente, l’edificio ha un'apparente regolarità; in realtà si
tratta di una struttura ondulata, il cui dinamismo si fa sempre più irregolare man mano che si sale verso
l'ultimo piano. Queste forme ondulate e dinamiche, evocano quelle dell’Espressionismo berlinese di
Mendelsohn e Scharoun.