Hans KOLLHOFF, Leibniz-Kolonnaden, Berlin-Charlottenburg, 1997-1999



Complesso realizzato per caratterizzare l’immagine di questa parte di città. Esso, infatti, dà alla zona di Charlottenburg, dai tipici palazzi a cortile, un nuovo tono urbano. L’insieme è formato da due edifici a U, alti sette e otto piani, che delimitano la rettangolare Walter Benjamin Platz. La composizione si caratterizza per la semplicità della soluzione a due facciate simmetriche, ma non identiche, e l'ordine colonnato. Strutturalmente gli edifici si connotano per la gabbia di pilastri e travi in cemento armato e per le colonne monolitiche. Come nei palazzi rinascimentali italiani, la parte superiore termina con una balaustra che chiude geometricamente la facciata. Gli elementi sono ricoperti da lastre in pietra serena, di colore grigio, proveniente dalla Toscana. Essa conferisce ai corpi di fabbrica un carattere durevole, monolitico e massiccio. I due corpi di fabbrica si connotano attraverso il disegno della pietra che, mediante piccole variazioni e differenti articolazioni, li suddividono in diverse unità, leggibili in facciata, che rispecchiano le diverse funzioni interne: appartamenti, asilo, hotel, uffici, negozi. Questo risultato corrisponde alla concezione della "stratificazione tettonica" delle facciate teorizzata da Kollhoff. Le sessanta colonne monolitiche sono invece in pietra artificiale, dello stesso colore della pietra serena; si caratterizzano per proporzione e levigatezza. Ogni colonna è alta 6,80 mt, ha un diametro di cm. 80 e un peso di 195 tonnellate. Per quanto riguarda Walter Benjamin Platz, è una piazza concepita secondo il modello della piazza pubblica italiana, cioè un vuoto urbano aperto al passaggio delle persone. Sono presenti una fontana scolpita che mitiga i rumori del traffico e in estate rinfresca l'aria, e un castagno interrato. La pavimentazione della piazza si estende anche nelle Kolonnaden, portici concepiti come filtro tra città e architettura.