Jean NOUVEL, Galeries Lafayette, Quartier 207, Friedrichstadt-Passagen, Berlin-Mitte, 1993-1996
È la succursale berlinese delle famose Galeries Lafayette di Parigi. Il complesso commerciale è inserito
all’interno del Friedrichstadt-Passagen, il sistema di tre isolati collegati tramite una galleria sotterranea;
gli altri due sono il Quartier 205 (di Ungers) e il Quartier 206 (di Pei). Come il Quartier 206, anche questo
era già stato edificato verso il Gendarmenmarkt negli anni Ottanta. Queste costruzioni sono state mantenute,
mentre quelle che nel 1989 si trovavano ancora in costruzione sono state abbattute nel 1992 per far posto a
quelle attuali. Le Galeries Lafayette occupano poco più della metà dell'isolato. È uno dei pochi edifici
hi-tech sorti negli anni Novanta sulla Friedrichstrasse, nel quadro della ricostruzione del centro di Berlino
dopo la fine della DDR. Mentre i due blocchi limitrofi rientrano nel programma della "ricostruzione critica"
della Berlino di pietra (con massicci edifici ricoperti granito e di lastre di calcare), Nouvel ha decisamente
optato per una costruzione moderna, completamente in vetro, ricollegandosi storicamente ai visionari progetti
espressionisti di Taut e Mendelsohn. Ha creato un volume di sette piani completamente vetrato su tutte le
facciate (copertura compresa). L’angolo tra Friedrichstrasse e Französische Strasse è arrotondato, mentre
quello tra Friedrichstrasse e Jägerstrasse è tagliente. La facciata lungo Friedrichstrasse è concepita come
un prospetto-sipario costituito da una superficie luminosa continua di doppio vetro serigrafato. L’uso del
vetro scuro, anziché alleggerire la struttura, la fa apparire trasparente, ma pesante. Di giorno la facciata
riflette i dintorni, mentre quando è buio l’effetto di leggerezza e di trasparenza è ottimale. Anche la
copertura è originale; anch’essa è completamente vetrata ed è composta da superfici inclinate ed arrotondate.
Guardandola dall’interno, essa si dissolve per effetto di un grande specchio e di quattro tubi al neon.
L’interno si caratterizza per spettacolarità, immaterialità, indeterminatezza; esso, visibile dalle vie
limitrofe, è completamente vetrato e illuminato da vetri e pozzi a forma di cono. Il cuore dell'edificio è un
gigantesco doppio cono che si innalza attraverso tutti i piani, mentre al pianoterra il cono si rovescia come
se fosse penetrato nel pavimento con la punta. Dal piano terreno il visitatore, da una balaustra, può
osservare i due coni in tutta la loro ampiezza. Innumerevoli fonti luminose si specchiano nel vetro e generano
un estroso gioco di luci. Le superfici coniche creano effetti di luce, trasparenza, riflessione e distorsione;
si vengono così a formare numerosissime sorgenti di luce, distinte e sovrapposte fra loro. Numerosi specchi
trasformano l’interno in un caleidoscopio che moltiplica i visitatori, facendo nascere un pubblico virtuale.