Aldo ROSSI, Landsberger Arcaden, Berlin-Lichtenberg, 1992-1995 (in costruzione)



Complesso edilizio a carattere commerciale, terziario e alberghiero costruito su un isolato quadrangolare delimitato da Storkower Strasse, il grande asse della Landsberger Allee, e dalla linea ferroviaria della S-Bahn. Il fronte principale è rivolto sulla Landsberger Allee. Il complesso è stato concepito come una grande architettura monumentale, in grado di diventare un punto di riferimento nel tessuto urbano. La sua presenza avrebbe dovuto infatti rivitalizzare questa area semiperiferica nella parte orientale della città. Per caratterizzare questa "parte di città", in ambito progettuale sono stati ripresi due aspetti fondamentali della tipologia edilizia berlinese storica, quali la continuità della costruzione lungo il profilo stradale unita dall'altezza di gronda, e la presenza, all'interno del blocco quadrangolare, di un grande spazio verde a uso pubblico. Sulle quattro facciate che si sviluppano lungo le strade, sono presenti numerosi portali che permettono di penetrare verso i giardini interni, dando vita a quel processo osmotico tra città e architettura, tra manufatto edilizio e natura, il cui giusto equilibrio è condizione ottimale per la vivibilità nella metropoli moderna. Per quanto concerne il materiale, Rossi ha ampiamente previsto l’utilizzazione del tradizionale mattone berlinese alternato a fasce in ceramica colorata, oltre a parti in ferro e vetro. Come in altri suoi interventi berlinesi, ma a carattere residenziale, le facciate sono organizzate dalla combinazione di volumi primari, ognuno cromaticamente definito da colori forti (giallo, verde, rosso, bianco, bruno). Da ormai più di dieci anni, l’intervento è in stato di completo abbandono. Uscendo della vicina S-Bhf di Landsberger Allee, invece dell’edificio colorato concepito dall’autore, con molteplici tonalità forti, ci si trova di fronte un mostruoso "gigante grigio" che, con le sue torri angolari, raggiunge l’altezza di 13 piani.