Joseph Paul KLEIHUES, Museo di Arte contemporanea Hamburger Bahnhof, Berlin-Mitte, 1992-1995




È il progetto vincitore del concorso per la sistemazione e l'ampliamento della ottocentesca stazione ferroviaria Hamburger Bahnhof. Parte integrante degli Staatliche Museen zu Berlin, è la sede del più grande museo tedesco di arte contemporanea. L'impostazione generale si caratterizza per simmetria e chiarezza geometrica. Nella sistemazione interna è stata salvaguardata la geometria architettonica della vecchia stazione, caratterizzata dall’uso del metallo e del vetro. L'ampliamento è consistito nella creazione di un piano sopraelevato nello spazio posteriore (previsto per l'esposizione di sculture) e nell'aggiunta di due enormi ali (di cui solo una realizzata) poste ai lati della navata d'arrivo dei binari. L’esterno, di un bianco luminoso, emana un’aura degna di un palazzo classico, strutturato da superfici essenziali, archi a tutto sesto, aperture rettangolari, logge, torri. La sala centrale (utilizzata per installazioni di grandi dimensioni) è simile ad una luminosa cattedrale gotica a tre navate, il cui scheletro a vista di travi d’acciaio è valorizzato grazie all'uso dell’intonaco bianco sulle pareti. L'ingresso è situato nella corte d'onore, dominata dalla facciata della stazione. La hall d'ingresso, completamente libera, è lo spazio centrale di orientamento dal quale iniziano tutti i possibili percorsi interni. Gli spazi espositivi sono collocati in modo da creare una sequenza aperta e fluida di spazi. Le due nuove ali si caratterizzano per semplicità spaziale, chiarezza, essenzialità geometrica; contengono grandi ambienti illuminati artificialmente e naturalmente dall'alto. Esse sono più lunghe della navata esistente; ciò consente di racchiudere il cortile delle sculture, su cui si aprono le pareti vetrate delle ali e la facciata vetrata della navata centrale. Nella Ostgalerie (l’unica realizzata), lunga 80 mt, sono esposte enormi tele del periodo tra New Dada e Pop Art; negli altri spazi sono presenti opere del Nouveau Réalisme, della Minimal Art, di Beuys, dell’Arte Povera, del Neoespressionismo tedesco e della Transavanguardia italiana, fino alle più recenti opere multimediali.