Mario BOTTA, Edificio residenziale Lützowplatz, Berlin-Tiergarten, 1988-1990



Edificio posto proprio sull’angolo tra Lützowplatz e Lützostrasse. Come le sue ville ticinesi, anche in questo caso Botta evita il concetto di "casa" funzionalista che si apre alla città. Essa è infatti chiusa e introversa, una specie di belvedere-bunker al cui interno la famiglia si sente protetta. Dal punto di vista formale l’edificio è concepito come un segno forte nel paesaggio urbano. L'architettura è generata a priori attraverso l'assemblaggio e l’incastro di volumetrie archetipe ed elementari. La volumetria è semplice, geometrica e austera. Botta ha adottato uno schema centrale simmetrico, tagliato sull’angolo da una fessura dalla quale si affacciano le logge degli appartamenti disposti su quattro piani. Le due facciate, rigorosamente identiche, sono ritmate da piccole finestre quadrate, tutte uguali ed equidistanti tra loro, disposte secondo una griglia progettata a priori. La metafora difensiva è sottolineata dal ritmo serrato di queste finestre-feritoie. Rinchiuse dentro questo ermetico e improprio guscio murario, scarsamente fessurato, gli alloggi risultano quasi completamente estraniati ed avulsi dal contesto urbano. I due lati della facciata, sebbene si uniscano ai muri dei due edifici adiacenti, ne negano la continuità. Essi si staccano sia cromaticamente (alle pareti bianche oppone l’uso del mattone a vista), sia nel ritmo delle aperture, mantenendo quindi la loro completa autonomia.