Joseph Paul KLEIHUES, Piano generale della Internationale Bauausstellung, Berlin-IBA, 1977-1984
L’Internationale Bauausstellung Berlin è stata l’esposizione internazionale di architettura organizzata a Berlino
nel 1978 imperniata sul tema "Abitare nel centro della città". Per la sua realizzazione fu fondata, nel 1979,
la Bauausstellung Berlin GmbH. L’inaugurazione, in origine prevista per il 1980, fu poi rimandata al 750°
anniversario di fondazione della città. Il XX secolo è stato più crudele a Berlino che in qualunque altra
grande città del mondo. Le continue trasformazioni, distruzioni, ricostruzioni, hanno però fatto di questa
città il luogo in cui, più che altrove, l’architettura ha avuto le maggiori sperimentazioni, soprattutto in
campo residenziale. Negli anni Venti, appena dopo la I Guerra mondiale, guidata dalle nuove idee sociali, la
città ha sperimentato su larga scala nuove tipologie residenziali e nuovi modelli abitativi, soprattutto
nelle aree periferiche; negli anni Trenta, durante la fase nazista, sono stati concepiti megalomani
costruzioni in stile neoclassico-imperiale; dopo i tragici bombardamenti degli anni Quaranta, è iniziata una
ricostruzione a due velocità, caotica a Ovest, anonima a Est. La ricostruzione è avvenuta seguendo una
pianificazione affrettata e un'edificazione selvaggia. Gli anni Sessanta e Settanta hanno infine evidenziato
la crisi e il fallimento dell’urbanistica moderna. È proprio dalla presa di coscienza di questo fallimento
che è nata l’idea di creare una mostra con la quale "ricostruire la città", da presentare in occasione del
750mo anniversario di fondazione di Berlino. Una minor fiducia nell'idealismo razionalista ha fatto preferire
alla tematica delle Siedlungen-modello, l'idea di un "collage" di architetture che si integrassero al tessuto urbano
precedente, completandolo, dandogli nuova linfa e vitalità. All'interno della città, l'IBA ha individuato
alcune aree campione, storicamente e tipologicamente significative, facendole oggetto di un'operazione
esemplare di riparazione. Venne intrapresa la costruzione di numerosi edifici, talvolta completati soltanto
molto tempo dopo; nel contempo vennero anche formulati alcuni principi generali che, dopo la caduta del Muro,
diventeranno un riferimento sicuro per l’architettura contemporanea. Kleihues venne nominato direttore della
sezione della Mostra internazionale d'architettura dedicata alle nuove costruzioni. Il concetto di una
"ricostruzione a posteriori della città" è stato l’obiettivo che lo ha guidato nella scelta delle aree di
intervento e dei progetti. La ricostruzione di queste parti di città è avvenuta completando isolati esistenti
che, spesso, presentavano lacerazioni e guasti edilizi. Due sono i settori in cui si inquadrano le aree
selezionate: quello della "nuova edificazione" che comprende Berlin-Tegel, il Prager Platz, la Südliche
Friedrichstadt e il Südliches Tiergartenviertel, e quello di un "rinnovamento urbano cauto" che si occupa,
a Berlin-Kreuzberg, del quartiere SO 36 e della Luisenstadt. Le aree di intervento sono state più di 100,
individuate principalmente nelle zone distrutte e abbandonate della città, in modo particolare lungo il lato
sinistro del Muro e sul Landwehrkanal. La progettazione condotta su queste aree si è proposta di
restituire loro l'identità urbana perduta e di ottenere una migliore qualità abitativa. Si tratta in gran
parte di interventi residenziali, per circa 35.000
inquilini della classe operaia e del ceto medio. Sono stati invitati più di 200 architetti provenienti da 15
diversi Paesi. Per rispettare la città del passato, i progettisti sono stati invitati a "rispettare le tracce
storiche e la disposizione edilizia tradizionale, a conservare le costruzioni esistenti". Per questo motivo
il nuovo intervento si doveva rapportare e integrare al contesto, utilizzando materiali e forme sia moderni
sia tradizionali. I nuovi edifici, contrariamente a quelli razionalisti, si sviluppano a filo dei marciapiedi,
con le facciate incombenti sulle strade, con corti interne, chiuse o con passaggi pubblici; sono presenti
mansarde, colori vivaci, forme barocche e gotiche, bow-windows, telai in legno. Per dare un aspetto unitario alla città consolidata
occorreva osservare alcune regole imposte dal contesto, come il Blockrandbebauung (edificio a blocco con
corte interna) e le altezze di gronda, senza tuttavia copiare i dettagli decorativi. Al grigiore e
all’omogeneità
dell’edilizia moderna, Kleihues ha opposto il principio della diversità formale e cromatica fra le
costruzioni, anche all’interno dello stesso intervento.
Per quanto riguarda
Berlin-Kreuzberg, le zone prese in esame sono state quelle da tempo abbandonate, sia perchè pesantemente
bombardate, sia perché poste nei pressi del Muro. La maggior parte
delle costruzioni dell’IBA sono state progettate fra 1979 e 1984, fase in cui dominava il Post-Modern
internazionale. Gli interventi più famosi si sono rifatti a soluzioni formali che spaziano dalle Avanguardie
degli anni Venti alle semplificazioni volumetriche neoclassiche (Kleihues e Krier). Le opere completate hanno
visto il trionfo in Germania del Post-Modern e del Nuovo Classicismo. I maggiori interventi ultimati (che
hanno visto la partecipazione anche di Krier, Ungers, Hollein, Stirling, Gregotti, Rossi, Eisenmann, Hajduk,
Isozaki, Kleihues, Kollhoff, Peichl, Siza, Botta, Bohigas, Koolhaas, Moore, Tigerman) hanno provato che, nei
casi migliori, l'architettura postmoderna non significa un ritorno alla progettazione del singolo edificio
(una specie di implosione dall'universale razionalista al singolo progetto edilizio che perda di vista la
scala urbanistica), ma hanno dimostrato che anche la nuova architettura può affrontare grandi problemi
sebbene con un'ottica legata alla cura del singolo edificio. La presenza di questi grandi architetti, le
loro realizzazioni, i temi affrontati, le soluzioni sperimentate nel campo dell’edilizia residenziale, hanno
fatto di Berlino, come già negli anni Venti e nel 1957 in occasione dell’Interbau, la vetrina
dell'architettura contemporanea.