Bruno TAUT, Wohnstadt Carl Legien, Berlin-Prenzlauerberg, 1928-1930
Complesso di edifici residenziali commissionato dalla GEHAG. Si tratta di un fondamentale documento della
politica residenziale della Repubblica di Weimar. Con questo insediamento si creò il modello della nuova
edilizia economica berlinese. Rispetto alle sperimentali Siedlungen periferiche di Gropius e Scharoun, qui,
per la prima volta, un complesso residenziale popolare è posto all’interno della prima periferia urbana della
città. La composizione è caratterizzata da tre lunghi lotti paralleli, tagliati da est a ovest dalla
Erich-Weinert-Strasse. Si compone di varie unità edilizie dalla tipica forma a U per un totale di 1145
appartamenti. Taut organizzò gli edifici e gli alloggi in modo tale da far arrivare a tutti aria e sole.
I grandi spazi liberi interni formano corti destinate a verde che si affacciano sull’ampia
Erich-Weinert-Strasse. La testa degli edifici su questa via, hanno un piano in più rispetto al resto del corpo
di fabbrica; questa struttura, con i balconi arrotondati e fortemente sporgenti, convoglia l’attenzione sul
cortile. Taut aveva previsto di creare, tra le teste dei fabbricati, una "strada di negozi" per l’intera
lunghezza della strada fino ai limiti del quartiere. Nei lunghi edifici in linea, le facciate che danno
sulla strada hanno caratteri volutamente dimessi, mentre quelle che danno sul cortile sono caratterizzate
da grande plasticità. I loggiati corrono in orizzontale su tutti i piani, suddividendo le facciate in fasce
orizzontali rientranti. Alternando le sottili pareti divisorie dei vari piani con le ampie pareti rientranti
dei loggiati, ne nasce un ritmo alternato che ravviva il fronte regolare. Ne scaturisce un’immagine
architettonica di semplicità classica. Rispetto alle Siedlungen razionaliste, composte da edifici paralleli,
Taut recupera il tema del cortile. Mentre nella città "borghese" le strade sono ampie e i cortili degradati e
bui, egli ha creato strade di quartiere strette e povere dal punto di vista architettonico, mentre i cortili
sono spaziosi e aperti. Oltre che per le novità formali e igieniche, il cortile è concepito come simbolo della
nuova cultura residenziale in quanto diventa luogo di socializzazione. Seguendo gli ideali del Movimento
moderno, anche Taut riteneva che la funzione essenziale dell’architettura residenziale era quella di
influenzare l’educazione degli inquilini, contribuire a creare uno spirito collettivo e solidale. Gli
alloggi sono luminosi e gradevoli; il soggiorno e la cucina si affacciano verso il cortile, capovolgendo
la concezione ottocentesca secondo cui le stanze migliori dovevano dare sulla strada. Taut ha evitato la
costruzione di edifici privi di colore, in quanto esso "è gioia di vivere … Al posto di un edificio grigio
sporco subentri finalmente un edificio blu, rosso, giallo, nero, bianco in tonalità sempre luminose". Mentre
le facciate sulle vie sono colorate in modo uniforme di ocra chiaro, le parti interne hanno le pareti, i
loggiati, e la fascia del sottotetto rosso scuro, blu o verde scuro, conferendo al tutto un aspetto piacevole.
Dal 1977 il complesso è sotto la protezione dei beni artistici e culturali di Berlino; esso è stato
ristrutturato nel 2000-03.