Bruno TAUT, Siedlung Onkel-Toms-Hütte, Berlin-Zehlendorf, 1926-1931
È una delle più importanti opere urbanistiche realizzate negli anni della Repubblica di Weimar. L’obiettivo
dei promotori era quello di risolvere la penuria di case popolari costruendo un complesso urbanistico vasto
ma piacevole. Invece dei rigorosi schemi del Razionalismo più ortodosso, Taut riprese alcuni aspetti tipici
della città-giardino. Il complesso venne realizzato entro un’ampia area boschiva di circa 35 ettari, una zona
gradevole dal punto di vista paesaggistico. Si componeva inizialmente di 1915 alloggi, inseriti in case a
schiera e in gruppi di edifici in linea con tetto piano. Sono presenti solo tre tipi edilizi, ma variamente
articolati tra loro in modo da ottenere una notevole differenziazione. L’insediamento si sviluppa a cavallo
della linea della S-Bahn, appositamente prolungata fin qui. Proprio intorno alla stazione si concentrano
spazi pubblici e strutture commerciali. Spina centrale dell'impianto è la Peitschenknall (progettata dallo
stesso Taut), un edificio in linea leggermente incurvato, lungo oltre 400 mt, sulla Argentinische Allee,
parallela alla metropolitana. Lungo la Riemeisterstrasse (l’asse nord-sud del quartiere) sono presenti
abitazioni a più piani, mentre lungo le strade residenziali interne sono file di case unifamiliari. I lotti
meridionali presentano un’architettura riservata e molto equilibrata in cui l’unica nota ritmica è data dagli
ingressi degli edifici e dalle sottili e alte finestre sulle scale. È presente anche un tipo di casa con vano
scala sporgente, quasi a torre, fra quattro balconi aperti (i dettagli sporgenti sono in bianco, quelli
rientranti in un forte colore blu). Nella zona delle case unifamiliari sono presenti stradine residenziali
secondarie con piccoli ampliamenti formanti piacevoli piazzette. Passando dall’interno all’esterno del
quartiere, l’architettura si dirada sempre di più. La parte più settentrionale dell’insediamento comprende
circa 400 case unifamiliari; qui è stato adottato un ordine urbanistico composto da strade residenziali
parallele in direzione nord-sud. L’artista ha stemperato la monotonia di questa area più urbana sperimentando
colori vivaci come ocra chiaro, verde, rosso scuro, bianco, giallo chiaro, con finestre e serramenti dai
colori intensi. Con ulteriori ampliamenti, il quartiere arrivò ad ospitare ben 15.000 persone. Negli anni
Trenta si giunse alla "guerra dei tetti", quando alcuni architetti, prevalentemente di orientamento
tradizionale, realizzarono, al margine sud dell'insediamento, un altro complesso residenziale, tipicamente
borghese e dalle tipologie tradizionali. Nel 1980 è stato effettuato il ripristino dei colori originali.