Bruno TAUT, Hufeisensiedlung, Berlin-Britz, 1925-1931
Per affrontare la grave carenza di abitazioni, al termine della I Guerra mondiale si sono formate varie
società ed associazioni per creare aalloggi economici a Berlino. La più grande di queste associazioni era la
GEHAG, fondata nel 1919. L’associazione commissionò a vari architetti progressisti, la sperimentazione di
interventi edilizi anche a grande dimensione. In quanto assessore all’urbanistica, Martin Wagner aveva
affidato a Taut l’incarico per la realizzazione di questo intervento periferico, in un’area totalmente priva
di preesistenze. Progettato con i fratelli Wagner, divenne presto uno dei simboli della politica residenziale
portata avanti dal governo socialdemocratico berlinese. L’insieme fu concepito come modello per una possibile
città alternativa, oasi di razionalità e natura nel caos della metropoli industriale. In questo insediamento
Taut ha unito l’idea del quartiere popolare moderno col concetto di città-giardino proveniente
dall’Inghilterra. Il termine Hufeisen (ferro di cavallo) deriva dalla particolare forma dell’edificio
principale del quartiere, il fulcro dinamico dell’insieme. Si tratta di un edificio a tre piani
(lungo ben 350 mt) che si sviluppa attorno un giardino pubblico con un laghetto artificiale interno;
questo edificio è reso meno monotono dalla ripartizione cromatica (blu, grigio, rosso bruno) e dalla
presenza dei passaggi interni. Questo lungo blocco è internamente composto da sezioni individuali ognuna
delle quali è disposta con un angolo leggermente differente per ottenere l’effetto circolare. Tutti gli
appartamenti sono costruiti tenendo conto dei recenti concentti legati all’existenzminimum; sono muniti di
piccoli balconi che danno sul parco; ogni sezione ha il proprio giardinetto. Lungo la Fritz-Reuter-Allee,
proprio di fronte a un preesistente insediamento composto da villini borghesi, Taut dispose un lungo blocco
pluripiano rosso, quasi a simboleggiare la difesa dell'insediamento operaio interno, interrotto solo
dall'edificio della cooperativa. Questo rosso molto intenso allude all'inclinzione socialista della GEHAG,
del governo berlinese e di Taut stesso. L’edificio principale e quelli lungo il perimetro del quartiere,
hanno coperture piane; il loro purismo geometrico è attenuato da una forte sensibilità coloristica, attenta
a dare identità a ogni singolo alloggio. La rete stradale interna si compone di vie volutamente non parallele
tra loro, in modo da evitare la monotonia e la regolarità. Inoltre i fronti stradali sono stati spezzati
determinando il superamento anche del concetto di strada urbana chiusa. Nei lotti interni sono presenti
lunghe schiere con edifici a 2-3 piani e piccoli spazi privati. Sono edifici ancora convenzionali, con tetti
a falde inclinate, scala interna, piccolo orto privato, balconcino. In tutti i lotti, spazio pubblico e
privato si integrano reciprocamente. Al fine di ridurre i costi di produzione, in un numero limitato di
edifici furono sperimentati procedimenti costruttivi di meccanizzazione e di standardizzazione edilizia.
L’intervento di Taut e Wagner si compone di ben 1.024 abitazioni. Nel corso degli anni Trenta si amplierà
ulteriormente, ma con edifici pluripiano in linea tipicamente razionalisti, paralleli tra loro e con tetti
piani. Si è trattato di una vera e propria rivoluzione architettonica che cambierà completamente il concetto
dell’abitare nella grande città. Per tutti questi motivi questa Siedlung è considerata uno degli esempi più
significativi del Razionalismo tedesco, un fondamentale esempio di razionalizzazione urbanistica; per questi
motivi assunse presto forti significati ideologici e culturali. L’intero insediamento è stato restaurato
negli anni Ottanta.